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| Cappella Sistina |
Tesori del cielo. Nel ricordare che "l'arte dovrebbe essere intuizione, dovrebbe essere facilità, dovrebbe essere felicità", Paolo VI sottolinea che gli artisti hanno "anche questa prerogativa, nell'atto stesso che rendete accessibile e comprensibile il mondo dello spirito: di conservare a tale mondo la sua ineffabilità, il senso della sua trascendenza, il suo alone di mistero, questa necessità di raggiungerlo nella facilità e nello sforzo allo stesso tempo". Inoltre, prosegue il Pontefice, "il Nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell'invisibile, dell'ineffabile, di Dio" e "in questa operazione, che travasa il mondo invisibile in formule accessibili, intelligibili, voi siete maestri" perché "il vostro mestiere, la vostra missione; e la vostra arte è proprio quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forme, di accessibilità". Paolo VI insiste sulla necessità di "ritornare alleati": "Noi dobbiamo domandare a voi tutte le possibilità che il Signore vi ha donato, e, quindi, nell'ambito della funzionalità e della finalità, che affratellano l'arte al culto di Dio, noi dobbiamo lasciare alle vostre voci il canto libero e potente, di cui siete capaci.
